Dopo averlo atteso con tanta curiosità, l’inizio del Camp è stato sorprendente: parteciparvi con oltre 100 ragazzi che condividono la stessa passione, provenienti da tutto il mondo e riuniti nello stesso posto, ha rappresentato una sensazione indescrivibile.
Il luogo nel quale ci siamo riuniti, sulle montagne austriache a non molta distanza da Salisburgo, è molto suggestivo. Fin dal primo giorno abbiamo cominciato con varie attività di laboratorio, la costruzione di due antenne: una 3 elementi leggera e portatile per i 70 cm e una filare multibanda per le onde corte. Le abbiamo provate durante la permanenza al Camp e da adesso avremo modo di usarle meglio. Peraltro, già dal primo giorno tra tutti noi partecipanti si è sviluppato un grande senso di collaborazione e di reciproco aiuto: il famoso Ham Spirit si è fatto subito vivo.
Già dal secondo giorno ci siamo cimentati nella costruzione del progetto più ambizioso di tutto il Camp: il QMX+, una piccola radio QRP portatile, grande quanto il palmo di una mano, interamente montata da noi ragazzi. Tra noi era presente anche l’ideatore del progetto, Hans G0UPL, che è stato di grande aiuto non solo per i ragazzi che non avevano mai preso in mano un saldatore, ma anche per chi aveva già una buona esperienza nell’ambito dell’elettronica. In concomitanza con la realizzazione del QMX+ – che per molti è proseguita fino all’ultimo giorno del Camp – si è avviata quella di un dispositivo MeshCom, un nuovo protocollo dei nostri amici austriaci che gira su una scheda Heltec V3, sul quale ancora stiamo sbattendo la testa.
La sera del secondo giorno abbiamo vissuto un intenso momento conviviale fortemente partecipato in occasione dellacena dell’Intercultural Evening. Ognuno di noi ha portato per la cena qualcosa di caratteristico del proprio territorio. Noi italiani ci siamo fatti notare offrendo un mix tra dolce e salato. Durante questo evento abbiamo anche avuto l’occasione di scambiarci le QSL e di conoscerci meglio.
Il giorno seguente abbiamo visitato alcune località a noi vicine. Al castello di Hohenwerfen abbiamo approfittato per fare una attivazione COTA (Castle On The Air), interrotta da una dimostrazione di falconeria. Siamo poi andati a visitare l’Eisriesenwelt, un’enorme caverna di ghiaccio che si sviluppa tra le montagne per alcuni chilometri.
Il quarto giorno ha avuto luogo l’evento di maggiore impatto mediatico del nostro soggiorno: il collegamento con la ISS, via telebridge. Abbiamo avuto modo di porre delle domande all’astronauta Sophie Adenot, in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale. A questo evento hanno preso parte anche alcuni giornalisti, che hanno documentato il collegamento.
Il quinto giorno siamo saliti a quota 1800 metri per un’escursione e per un’attività SOTA. Ci siamo divisi in gruppi e abbiamo attivato due referenze SOTA, operando sia in onde corte con l’attrezzatura che avevamo precedentemente preparato, sia in 2 metri e, per alcuni di noi, anche in 70 centimetri.
L’ultimo giorno è stato dedicato a un’attività di ARDF in banda 80 metri. Per alcuni è stata una vera e propria corsa contro il tempo alla ricerca di tutte le volpi sparse lungo un percorso a noi noto. Personalmente l’ho presa molto alla leggera, e ho preferito una passeggiata per vedere meglio la bellissima città di Wagrain e i tanti suoi dettagli, ma comunque sono riuscito a prendere tutte e cinque le volpi!
Durante la cerimonia di chiusura sono stati consegnati gli attestati di partecipazione al Camp e sono stati premiati i vincitori della gara ARDF. Sembrava tutto finito, e invece il Camp aveva ancoraqualcosa in serbo per noi: la votazione per la persona che si era meglio distinta nel corso della settimana. Un ragazzo croato ed io siamo arrivati sul podio a pari merito, ed è stata un’emozione fortissima. Quasi non ci credevo, per me era già una vittoria sapere che 15 persone avevano votato per me. Il momento decisivo è arrivato quando gli organizzatori hanno deciso di decretare il vincitore con un semplice round di morra cinese. L’ansia mi stava divorando: il croato sferra sasso e io carta, aggiudicandomi così la vittoria. Credevo fosse finita lì, magari con un “bravo!” e una pacca sulla spalla. E invece no, uno degli organizzatori ha tirato fuori dalla scatola un nuovissimo Yaesu FTX-1F e la mia reazione è stata di grande sorpresa, incredulità e gioia.
In conclusione, questo Camp è stato tra le esperienze più belle da quando sono radioamatore, e sicuramente tenterò di partecipare nuovamente come Team Leader!


