Yota camp Austria visto dagli occhi di Cristian IU3UOE

Yota camp Austria visto dagli occhi di Cristian IU3UOE

Ciao a tutti! Sono Cristian, IU3UOE, ho 21 anni, vengo da Verona e faccio parte della Sezione ARI di San Martino Buon Albergo (VR). Dal 25 luglio all’1 agosto ho partecipato allo YOTA Summer Camp 2026, organizzato dalla IARU Regione 1 e dall’Associazione dei Radioamatori Austriaci (ÖVSV) a Wagrain, in rappresentanza del nostro Paese tra i giovani radioamatori. Il Camp è stata un’occasione preziosissima di arricchimento personale e culturale, data la varietà di attività svolte e dei tanti giovani presenti, circa un centinaio. Nel corso della settimana abbiamo costruito il kit QMX+ di QRP Labs, un’antenna filare, una direttiva per le UHF, un nodo MeshCom, un kit WebSDR e abbiamo praticato il CW grazie al Morserino.

Non sono mancate le attività all’aperto: visita al castello di Hohenwerfen, all’Eisriesenwelt (la grotta di ghiaccio più grande del mondo), attivazione SOTA a oltre 2000 metri e sano relax nel parco acquatico di Wagrain. Era anche sempre operativa la stazione OE2YOTA, dove ho potuto sperimentare molte bande e a diversi orari, con potenze che a casa sogno lontanamente.

Ciò che più conservo del Camp, tuttavia, sono le emozioni e i bei momenti trascorsi con il mio team e con i tanti amici che ho conosciuto. Il clima di disponibilità e apertura degli altri, che all’inizio mi ha sorpreso, mi ha permesso di immergermi completamente nell’esperienza senza alcun timore. Per me si trattava della prima volta, e già dal primo giorno ho provato una sensazione di estrema gratitudine per quello che stavo vivendo. Sapevo che, anche se quella meravigliosa bolla era solo temporanea, tutto sarebbe rimasto per sempre impresso dentro di me. Condividere la camera con altre persone, mangiare insieme e aiutarsi nei vari laboratori sono stati solo alcuni degli attimi che in quella settimana erano la mia quotidianità, ed è stato difficile lasciarli andare, una volta tornato a casa. I momenti più preziosi erano le sere, quando, avendo del tempo libero, ho avuto modo di conoscere più a fondo le persone, la loro cultura e la loro cucina, e questo per me rappresenta la gran parte del valore che il Camp mi ha trasmesso.

Vorrei ringraziare dal profondo l’ARI per l’occasione offertami e i miei compagni di team per tutto il tempo trascorso insieme. Spero di poter ripetere questa esperienza; è stata solo una settimana, ma per me è valsa più di una vita.

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