Quella di quest’anno è stata per me la prima partecipazione a un camp internazionale YOTA e devo dire che l’esperienza ha superato di gran lunga ogni aspettativa. Sono partito per la Francia con entusiasmo e curiosità, desideroso di scoprire come fosse vivere un evento di questa portata. Fin dai primi giorni sono rimasto colpito dalla grande varietà di ragazzi e ragazze provenienti da quasi ogni parte del mondo: tutti riuniti in un unico luogo, accomunati da una sola, grande passione. Durante la settimana ho avuto l’opportunità di seguire numerosi workshop e presentazioni dedicate a diversi aspetti del nostro hobby, con la possibilità di metterli in pratica.
Tra le attività più interessanti ricordo la costruzione di un paddle per il CW e la presentazione di Jules (F4IEY) su come muovere i primi passi in questo affascinante modo di trasmissione. Scegliere un momento preferito è davvero difficile: oltre alle già citate attività relative al CW, ce ne sono state molte altre degne di nota, come la visita a Parigi, il collegamento con la Stazione Spaziale Internazionale, l’Intercultural Evening e le attivazioni POTA: sono solo alcune delle esperienze che hanno reso speciale questa settimana. Ho finalmente compreso cosa intendevano gli altri ragazzi di YOTA Italia quando mi dicevano che il camp non è soltanto un evento, ma una vera e propria esperienza di vita. Conoscere coetanei da tutto il mondo, condividere con loro non solo la nostra passione per la radio ma anche momenti di vita quotidiana, ridere insieme e stringere amicizie autentiche: tutto questo non ha prezzo. Dopo appena una settimana ho la sensazione di aver trovato nuovi amici e credo che sia proprio questa la cosa più incredibile dello YOTA Camp.

