Quest’anno ho avuto l’opportunità di partecipare allo YOTA Summer Camp come Team Leader: un’esperienza impegnativa, certo, ma che mi ha ripagata pienamente nel vedere i sorrisi dei ragazzi e nel ritrovare quella magica sensazione di “casa” che nasce ogni volta che ci si incontra. È stato un piacere immenso poter rivivere questa avventura con un ruolo diverso, più attivo anche dal punto di vista organizzativo. Ho avuto il piacere di condividere la stanza con ragazze provenienti da Paesi molto diversi tra loro, quest’anno addirittura otto in più rispetto allo scorso anno, e ho potuto accompagnare i ragazzi del mio team affinché vivessero appieno ogni momento di questa straordinaria settimana.
Le giornate erano intense e ricche di attività: workshop, presentazioni, giochi inventati sul momento, scherzi tra amici e, naturalmente, le lunghe –anzi, immense – camminate per raggiungere la stazione radio. Il luogo che ci ha ospitati, una base scout, si è rivelato ideale: vasto e perfetto per attivazioni POTA improvvisate o per qualche partita a nascondino serale a squadre muniti solo di qualche radio. Un’emozione indimenticabile è stata la partecipazione al collegamento con l’ISS. Con mia grande gioia sono stata scelta, insieme ad altri YOTA, per porre le domande agli astronauti: una vera e propria corsa contro il tempo, ma di quelle che lasciano il segno. Tra le tante attività è difficile sceglierne una preferita: tutte erano coinvolgenti e stimolanti. Ma se dovessi indicare quella che più mi ha acceso la curiosità per il futuro, direi senza dubbio la presentazione di Jules, F4IEY, dedicata all’introduzione al CW. La sua lezione, unita alla costruzione di un piccolo tasto da allenamento e all’uso del WinKeyer, ha piantato in me il seme di un nuovo interesse per questo affascinante metodo di trasmissione.
Come ogni anno, la serata interculturale si è confermata uno dei momenti più speciali: un’occasione unica per assaporare piatti provenienti da tutto il mondo e condividere culture diverse. Non sono mancati nemmeno i momenti di sfida: le sessioni di prova per conseguire la patente americana sono diventate una gara amichevole a chi totalizzava punteggio più alto. E per celebrare, un banchetto improvvisato con le pietanze rimaste dall’Intercultural Evening ha reso la serata ancora più conviviale. Non poteva mancare infine una visita alla maestosa Parigi. A bordo di un battello sulla Senna abbiamo ammirato le icone della città, da Notre-Dame alla Tour Eiffel, dove abbiamo anche pranzato ai piedi della torre.
La giornata si è conclusa con la visita alla Cité des sciences et de l’industrie, arricchita da una piccola DXpedition alla vicina stazione EME. Sono stati giorni intensi, che porterò sempre con me. Nella speranza di poter presto organizzare nuove attività, conservo il ricordo di questa settimana come uno scrigno di amicizie, emozioni e radio.


